Intervista ad Antonio Chiaramonte: tra cinema e fiction

Intervista ad Antonio Chiaramonte: tra cinema e fiction

Antonio Chiaramonte

Cinema e fiction sono due mondi che vanno di pari passo, ma anche profondamente diversi.

Entrambi sono due mezzi di diffusione molto potenti, in grado di raggiungere il cuore delle persone in maniera precisa e devastante.

I linguaggi che però caratterizzano entrambi i generi di intrattenimento, possono variare in maniera evidente tra l’uno e l’altro.

Si differenziano, si intrecciano, vanno incontro a profondi mutamenti e alla fine si ritrovano sempre allo stesso posto.

Sono argomenti piuttosto complessi per chi non ne ha una conoscenza approfondita, per quanto possa sembrare un mezzo di espressione piuttosto immediato.

Proprio per questo abbiamo ascoltato le parole di Antonio Chiaramonte, presidente della CinemaSet e produttore di diverse opere cinematografiche.

Antonio Chiaramonte – l’intervista

Antonio Chiaramonte, grazie alla sua esperienza nel mondo del cinema, ha risposto ad alcune domande riguardo alle differenze tra il linguaggio cinematografico e quello delle fiction.

Oggi in Italia esiste un attore o un’attrice che possa coinvolgere il pubblico in sala?

“Nel cinema non esiste uno star system italiano. Pochissimi sono i casi, anche se esistono bravi attori, che portano il pubblico di massa al botteghino. Nello stesso tempo è doveroso aggiungere che un film italiano senza attori noti lo vedrebbero in pochi”.

L’Italia sta diventando sempre più affollata di attori, registi, produttori, sceneggiatori… Lei cosa ne pensa?

“A questa domanda le rispondo con fatti accaduti realmente , prendendone uno solo come esempio : quando ti giri attorno e trovi un amico attore che ti dice: “ho una storia fantastica, vedrai …” e gli chiedi “da chi la fai girare?” e lui ti risponde: “la giro io, è arrivato il mio momento”. A quel punto ti sforzi per non ridere, tanto sarebbe inutile. Con questo esempio le ho già risposto alla sua domanda .”

Antonio Chiaramonte

 

Affrontiamo il tema del giorno, passiamo alle fiction. Cosa ne pensa?

“No , mi scusi , innanzitutto partiamo dal cinema, dal grande schermo . Il  cinema è una forma d’arte molto democratica. È il pubblico che decide chi va avanti, senza televoto, senza personaggi che sponsorizzano amici e amiche, ma con il biglietto del botteghino. Questo è importante puntualizzarlo. Un film per il cinema costa tanto e nessun produttore inserirebbe un cast sbagliato per un prodotto che deve assolutamente incassare”.

 

E per la televisione, vale lo stesso ragionamento?

“In tv è una giungla… Se vai a vedere i curriculum di alcuni attori, che non escono mai dalla “giungla” delle fiction, ti accorgi che negli ultimi anni hanno recitato quasi sempre nelle stesse serie oppure con le stesse produzioni televisive che gli hanno fatto fare di tutto. In Italia gli attori di cinema non potrebbero quasi mai passare nelle serie televisive, cosi come quelli delle serie, sempre più difficilmente, recitano in film di grande successo”.

 

Cosa serve per “apparire” in televisione?

“In tv, in Italia, basta avere una faccia rassicurante. Il ragazzo dalla faccia carina che piace alle mamme e alle ragazzine, che dormono davanti al televisore e, quindi, fanno comunque ascolto. Si sperimenta poco, le produzioni tv producono con i soldi delle reti che a loro volta consegnano gli “appalti” per alcune serie, ma a decidere tutto sono le reti, questo è solo un  mio pensiero ”.

 

E il ruolo del regista televisivo ?

“Il regista, spesso volte scelto anche lui dalle reti, si vedrà arrivare sul set magari l’ex del Grande Fratello, il cantante, ma tanto che importa? L’importante è fare ascolto… ogni volta che si prepara una fiction sembra di essere davanti a “Titanic ”, solo che a recitare sono – a volte – attori che nel cinema potrebbero fare al massimo le figurazioni speciali. Naturalmente non sempre è così, ma sempre più spesso si. Ci sono, comunque, attori di grandissimo talento anche in tv, che però non riescono a decollare nel cinema, magari guadagnano dieci volte di più rispetto al collega che fa cinema. Ma dopo dieci anni ritorni a leggere le loro biografie e ti accorgi che hanno lavorato solo per le serie, per le fiction dirette da registi quasi mai visti al cinema…  ribadisco sempre , il  cinema è un’arte, comunque modesta”.

 

Tutti possono recitare?

“Recitare è un mestiere che va avanti per chi ha fortuna e talento, ma indossare camici, divise, parlare a vanvera tra campi e controcampi di nullità, a volte, è deprimente. Ma si sa, ormai quello che conta è lo share, quasi nessuno supera più il 20%, salvo rari casi. Siamo noi, comunque, a decidere il futuro della televisione, anche se purtroppo siamo condizionati dal gossip”.

 

Si sente di fare un appello ai produttori televisivi di fiction?

“Sì, un appello lo farei molto volentieri. Combattete per un cast decente, troppi sono gli attori sbagliati che continuano a girare, troppi attori continuano a recitare sempre gli stessi ruoli con le loro facce ormai inespressive”.

 

Mentre cosa vorrebbe dire agli attori di cinema?

“Fare l’attore di cinema è diventata una fortuna. Chi ha vero talento potrà farsi giudicare dal pubblico, quello che paga per emozionarsi al cinema, che non resta a dormire sul divano di casa. Questo è garantito e  devono essere  entusiasti  di questo ”.

 

Cristina

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