Karlheinz, nome d’arte di Francesco Manu, nato e residente a Roma, è uno straordinario ed originale musicista. Ve lo presentiamo.
Kalheinz, le origini del nome
Karlheinz è il nome d’arte che questo musicista ha scelto ispirandosi a Karlheinz Stockhausen, noto compositore tedesco nato nel 1928 e morto agli inizi degli anni 2000. Come il suo omonimo tedesco, ha la passione per la ricerca, lo studio del suono e la sperimentazione. Studio e competenza gli consentono di miscelare sonorità, ritmi e richiami musicali di epoche e culture diverse. Karlheinz si pone nell’ambito della musica techno, ossia un tipo di genere musicale in cui è peculiare l’utilizzo di strumenti tecnologici.
Musica techno fusion
Proprio per tali motivi, tuttavia, è più appropriato definire la musica di Karlheinz come techno fusion. Nella sua produzione è possibile rintracciare ritmi africani ed asiatici, così come richiami al blues, al jazz ed alla musica classica, segnatamente ad Antonio Vivaldi il cui soprannome di “Rosso” (dal colore dei suoi capelli) offre il titolo ad un remix di Karlheinz. Questo artista vanta collaborazioni con musicisti, DJ ed etichette prestigiose. Ricordiamo tra queste anche Natura Viva.

Karlheinz e la sua produzione
Lo stile decisamente originale si palesa sin dall’inizio della produzione di Karlheinz. La sua musica affascina e coinvolge, ed i successi non si fanno attendere nella classifica di riferimento. Oltre dieci tracce entrano nella TOP10. Con l’etichetta TrackPark, della divisione Proceed Records esce il suo primo EP, dal titolo EP1. Da non dimenticare la collaborazione con Haldo DJ. Con lui, Karheinz ha creato HAKA Project, un concept di sette tracce che di recente ha visto l’uscita di un EP intitolato Shams, per la prestigiosa label Cafe de Anatolia. È bene ricordare anche le sue raccolte Deep Formentera, Cotê d’Azur (Buddha Bar), CLAPS Records, STPH – Stereophonic e Love Vibration Nation & R3UK (etichetta con nomination al Grammy Award), MODA – Ministry of Dance Arabic.
Un logo particolare
Veramente originale è altresì il logo di Karlheinz. Si tratta di un esagono regolare che racchiude un fiore viola a cinque petali, con al centro un piccolo punto bianco. Il colore, l’esagono, il numero di petali e le geometrie interne al logo rimandano ad arcaici richiami storici e culturali relativi ai misteri della vita dell’uomo e della creazione. Anche il logo riflette quindi l’ecletticità di questo singolare artista.
Un nuovo strumento
Ma Karlheinz dimostra le proprie capacità anche oltre la creazione musicale. Un lungo percorso di ricerca, unito alla voglia di proporre ai propri fans una grossa novità dopo le forzate chiusure del Covid-19, lo porta a creare all’inizio del 2022 il LICHT, uno strumento musicale completamente nuovo. Partendo da informazioni luminose, con sensori laser assai sofisticati, chip e software specifici, tale strumento consente di fare musica partendo dalla luce. Produrre suoni senza toccare lo strumento, avvicinando e allontanando le mani, sembra una sorta di magia. Le sfumature colorate si ispirano alla tinta del logo. Karlheinz ha deciso che inizialmente userà il LICHT solo nelle proprie esibizioni, senza commercializzarlo. È possibile seguire Karlheinz sia su instagram sia su you tube.
