Roberto Lorenzani, un uomo che ha fatto del superamento dei limiti la sua vita. Mai fermo, classe 1956, alla domanda “professione” sui documenti dovrebbe scrivere esploratore, scalatore, avventuriero. E molto altro. Talmente tanto altro che sarebbe impossibile descrivere tutte le sue esperienze senza dimenticarne qualcuna.
Le avventure di Roberto Lorenzani
Ad esempio, Roberto Lorenzani è stato volontariamente naufrago per un mese su un isola del Pacifico. Precisamente nel 1993, l’uomo ha voluto vivere l’esperienza sull’Atollo Tatacoa, nelle Isole Cook, nel Sud Pacifico. Da solo, con l’unico ausilio di un coltello. E senza mangiare pesce, ma nutrendosi solo di cocco e tuberi. Il perché lo ha spiegato lui stesso in seguito: aveva sentito di alcuni indigeni ricoverati per essersi cibati di pesce tossico. E anche di alcuni pesci che si erano cibati degli indigeni stessi. Di quell’esperienza ha raccontato alla Gazzetta di Parma: “Il primo giorno mi sono sistemato un riparo e ho preparato tutto per il fuoco, poi in effetti non restava molto da fare”.
E Lorenzani senza nulla da fare non riesce proprio a stare. Lo ha dimostrato qualche anno dopo, in un’altra esperienza estrema. Anzi due. Anzi tante. Nel 1996 è stato impegnato a realizzare un reportage dal Kruger National Park a Capo di Buona Speranza in Sud Africa. Restando per ben due mesi nella giungla selvaggia.
E ancora, nel 2000, per la trasmissione Trenta ore per la vita, evento televisivo per la raccolta fondi destinata a cause umanitarie, testimonial Lorella Cuccarini, percorre a piedi, in 30 ore e senza mai fermarsi, 140 Km. La distanza coperta tra la città di Modena e quella di Cesena.
Ma non è stata la prima volta che Roberto Lorenzani ha macinato chilometri e chilometri a piedi. Già nel 1985 ha affrontato, in solitaria, è obbligatorio sottolinearlo, un viaggio in Iraq. A Piedi. Percorrendo 2oo chilometri, coprendo la distanza tra il Tigri e l’Eufrate.
Ma le avventure dell’esploratore sono troppe per poterle descrivere tutte.
I libri
Qualcuna l’ha inserita nei suoi libri, perché Roberto Lorenzani ha trovato anche il tempo di scrivere, tra una spedizione e l’altra. Ha scritto Camel Trophy. Come partecipare al raid-avventura più entusiasmante del mondo (Planetario, 1995), Manuale del Viaggiatore. Come partire senza problemi e tornare sani e salvi (Planetario, 1995), Global Positioning System (Hoepli, 1997).
E Siberia: ritorno dal gelo (Panciroli, 2002). Quest’ultimo è il racconto della prima spedizione mondiale per l’attraversamento del cuore della Siberia, 1300 km all’interno. Leggiamo la trama: “Racconto della prima spedizione mondiale dell’attraversamento del cuore della Siberia in invernale. Da Jakutz a Ojmiakon, (ritenuto il polo del freddo 72°). La spedizione è avvenuta con 20 slitte trainate da 50 renne, abbigliamento di pelle di renna come i pastori locali e alimentazione di carne cruda di renna e stroganina pesce crudo. La durata della spedizione è stata di due mesi alla media di -45°”.
Altre opere di Roberto Lorenzani sono Manuale di Sopravvivenza ( Magnolia srl per Rai 2, 2004), Adventure Academy: manuale per viaggiare sicuri (Panciroli, 2004), Il Fuoristrada (Hoepli 2011), Guida Completa al Survival. Come sopravvivere in ogni ambiente e situazione (edito da Hoepli 2014).
