Tower Jazz Composers Orchestra

La Tower Jazz Composers Orchestra non è un’orchestra qualunque ma una facente parte delle orchestre “creative” del mondo contemporaneo. Un gruppo di persone alla ricerca di nuove dinamiche e diversi riferimenti stilistici con lo scopo di creare soluzioni fantasiose e mai banali. Tra i 10 migliori gruppi dell’anno al Top Jazz 2018 di Musica Jazz, la Tower Jazz Composers Orchestra è una tra le più intraprendenti sulla scena nazionale e europea, guadagnando una meritata attenzione. Nel novembre 2019 ha presentato il proprio omonimo album già molto apprezzato tra i critici del settore. Il nome di questa orchestra riguarda chiaramente il rinascimentale Torrione San Giovanni nonché sede del Jazz Club Ferrara.

Come nasce la Tower Jazz Composers Orchestra?

Alfonso Santimone insieme a Piero Bittolo Bon sono i co-direttori della Tower Jazz Composers Orchestra, un gruppo variabile di circa 20 elementi provenienti da un’idea di un progetto didattico. L’idea di costruire un organico di giovani improvvisatori che hanno la possibilità e la voglia di scrivere per un gruppo così grande. Ciò che li tiene insieme è proprio questo, la composizione di pezzi originali.

Chi è il compositore nella Tower Jazz Composers Orchestra?

Un compositore è qualcuno che possiede le competenze tecniche di realizzare nel concreto l’idea di suono che sente nella sua mente. Si tratta di saper mettere insieme tutto dal punto di vista armonico e anche i diversi timbri in modo efficace. I componenti della Tower Jazz Composers Orchestra sono in grado di compensare scrittura e improvvisazione in modo organico e le tracce del loro album sono lì pronte a dimostrarlo. Non c’è una regola fissa ma quando un elemento porta il proprio pezzo dinnanzi al gruppo potrebbe esserci molto spazio per un’improvvisazione collettiva o potrebbe essere il contrario.

 

A quale pubblico si rivolge la TJCO?

Quando la Tower Jazz Composers Orchestra suona al Jazz club di Ferrara c’è sempre molta attesa e in questi casi si tratta ormai di un pubblico fidelizzato apposta per loro e comprende la fascia dai 20 ai 40 anni. Non a caso si tratta di performance molto coinvolgenti e con linguaggio musicale molto attuale sicuramente adatto anche ai più giovani.

Tra i brani troviamo “Trova l’intruso”, titolo molto interessante che inserisce in un contesto più familiare elementi musicali estranei all’orecchio abituato al linguaggio jazzistico tradizionale. In questo brano dal punto di vista melodico gli intrusi sono le dissonanze ricorrenti nel tema principale, dal punto di vista armonico l’intruso è la riarmonizzazione del tema. Le quattro battute finali del chorus d’improvvisazione sono invece le intruse dal punto di vista della forma.

Chi si occupa della direzione della TJCO?

Come abbiamo già detto è Alfonso Santimone il direttore nel senso stretto della Tower Jazz Composers Orchestra. Questo non significa che non possa comunque, ogni tanto, mettere le mani sulla sua strumentazione che tiene al lato della postazione direttoriale: il piano. Di sicuro è il componente dell’orchestra più libero di muoversi in qualsiasi posizione nonché l’elemento con più anni di esperienza di arrangiamento e orchestrazione. Anche la direzione artistica è nelle mani di Piero Bittolo Bon e Alfonso Santimone, ma nel prossimo futuro, i due, vorrebbero senz’altro costruire un vero comitato artistico.

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